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,.-~*´¨¯¨`*·~-.¸-(_Molti Vedono QueLlo Che Sembri Pochi Quello che SeI_)-,.-~*´¨¯¨`*·~-.¸_Life is full of difficult decisions |
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9/8/2008 leggeroCi son macchine nascoste e, però, nascoste male e le vedi dondolare al ritmo di chi è li dentro per potersi consolare godendo sui clacson. Fra i fantasmi di Elvis ci son nuvole in certe camere e meno ombrelli di quel che pensi. Lo sapete cos'ha in testa il mago Walter quando il trucco gli riesce non pensa più a niente? E i ragazzi son in giro certo alcuni sono in sala giochi e l'odore dei fossi forse lo riconoscono in pochi. E le senti le vene piene di ciò che sei e ti attacchi alla vita che hai Leggero, nel vestito migliore, senza andata né ritorno, senza destinazione. Leggero, nel vestito migliore, nella testa un po' di sole ed in bocca una canzone. Dove passerà la banda, col suo suono fuori moda col suo suono un giorno un po' pesante un giorno invece troppo leggero? mentre Key si sbatte perché le urla la vena pensi che sei fortunato: ti è mancato proprio solo un pelo e ti vedi con una che fa il tuo stesso giro e ti senti il diritto di sentirti leggero c'è qualcuno che urla per un addio al celibato per una botta di vita con una troia affittata. E le senti le vene piene di ciò che sei e ti attacchi alla vita che hai. Leggero, nel vestito migliore, senza andata né ritorno senza destinazione. Leggero, nel vestito migliore, sulla testa un po' di sole ed in bocca una canzone. 8/10/2008 la descrizione di un attimola sensazione che in un attimo
qualunque cosa pensassimo poteva succedere..... E poi cos'è successo
aspettami oppure dimenticami ci rivediamo adesso dopo quasi cinque anni e come sempre sei la descrizione di un attimo per me e come sempre sei un'emozione fortissima e come sempre sei bellissima perché come sempre sei la descrizione di un attimo.
3/26/2008 te quiero diegooooQuesto intervento è dedicato al mio Fidanzzzzzzzzatino!!!!Hihiihi...spero che ti piaccia...
En una villa nació, fue deseo de Dios, crecer y sobrevivir a la humilde expresión. Enfrentar la adversidad con afán de ganarse a cada paso la vida. En un potrero forjó una zurda inmortal con experiencia sedienta ambición de llegar. De cebollita soñaba jugar un Mundial y consagrarse en Primera, tal vez jugando pudiera a su familia ayudar... A poco que debutó "Maradó, Maradó", la 12 fue quien coreó "Maradó, Maradó". Su sueño tenía una estrella llena de gol y gambetas... y todo el pueblo cantó: "Maradó, Maradó", nació la mano de Dios, "Maradó, Maradó". Sembró alegría en el pueblo, regó de gloria este suelo... Carga una cruz en los hombros por ser el mejor, por no venderse jamás al poder enfrentó. Curiosa debilidad, si Jesús tropezó, por qué él no habría de hacerlo. La fama le presentó una blanca mujer de misterioso sabor y prohibido placer, que lo hizo adicto al deseo de usarla otra vez involucrando su vida. Y es un partido que un día el Diego está por ganar... A poco que debutó "Maradó, Maradó", la 12 fue quien coreó "Maradó, Maradó". Su sueño tenía una estrella llena de gol y gambetas... y todo el pueblo cantó: "Maradó, Maradó", nació la mano de Dios, "Maradó, Maradó". Sembró alegría en el pueblo, regó de gloria este suelo... Olé, olé, olé, olé, Diego, Diego. 3/16/2008 u&dDopo questa settimana...volevo lasciare un ricordino di tutte le scelte che ci hanno incollato alla televisione....
Buona visione! Nazim HikmetNazim Hikmet
Nasce a Salonicco nel 1902. È amico di Neruda, allievo di Majakovkij. È capace di ridere e piangere, di amare, di soffrire e di cantare. E cantava - racconta Neruda - prima piano e poi sempre più forte, a squarciagola, per vincere la sua debolezza e rispondere ai suoi torturatori. Cantava in mezzo agli escrementi delle latrine, dove lo avevano costretto a stare dopo averlo fatto a camminare fino all'esaurimento delle forze. Oppositore del regime di Kemal Ataturk, è condannato a 28 anni di carcere (1938) con l'accusa di incitamento alla ribellione perché ai cadetti della marina, che amano i suoi versi, piace leggere l'"Epopea di Sherok Bedrettin", il poema sulla ribellione dei contadini del 1500 contro l'impero ottomano. Per la sua liberazione, nel '49 firmano a Parigi, insieme a tanti altri, Sartre, Ricasso e Robeson. Per la libertà si sottopone a uno sciopero della fame di 18 giorni, nonostante il cuore malato. Esce dal carcere in seguito ad un'amnistia generale. Anche da libero è perseguitato: due tentativi di ucciderlo e il servizio militare a 50 anni, malato. Privato della cittadinanza turca, deve rifugiarsi all'estero, accolto con affetto ovunque; solo gli Stati Uniti gli negano il visto. Muore esule a Mosca nel 1963. Il più bello dei mari è quello che non navigammo. Il più bello dei nostri figli non è ancora cresciuto. I più belli dei nostri giorni non li abbiamo ancora vissuti. E quello che vorrei dirti di più bello non te l'ho ancora detto. 2/28/2007 Tratti da Oceano Mare....La guardò. Ma d'uno sguardo per cui guardare già è una parola troppo forte. Sguardo meraviglioso che è vedere senza chiedersi nulla, vedere e basta. Qualcosa come due cose che si toccano - gli occhi e l'immagine- uno sguardo che non prende ma riceve, nel silenzio più assoluto della mente, l'unico sguardo che davvero ci potrebbe salvare - vergine di qualsiasi domanda, ancora non sfregiato dal vizio del sapere - sola innocenza che potrebbe prevenire le ferite delle cose quando da fuori entrano nel cerchio del nostro sentire-vedere-sentire- perché sarebbe nulla di più che un meraviglioso stare davanti, noi e le cose, e negli occhi ricevere il mondo - ricevere - senza domande, perfino senza meraviglia - ricevere -solo- ricevere- negli occhi - il mondo.
Io ti ho amato, André, e non saprei immaginare come si possa amare di più. Avevo una vita, che mi rendeva felice, e ho lasciato che andasse in pezzi pur di stare con te. Non ti ho amato per noia, o per solitudine, o per capriccio. Ti ho amato perché il desiderio di te era più forte di qualsiasi felicità. E lo sapevo che poi la vita non è abbastanza grande per tenere insieme tutto quello che riesce ad immaginarsi il desiderio. Ma non ho cercato di fermarmi, né di fermarti. Sapevo che lo avrebbe fatto lei. E lo ha fatto. E' scoppiata tutto d'un colpo. C'erano cocci ovunque, e tagliavano come lame.
... Se solo riuscissi a parlare, se solo ci fosse ancora un po' di vita in me, gli direi che dovevo farlo, che non c'è pietà, non c'è colpa in questo inferno e che nè io nè lui ci siamo, ma solo il mare, l'oceano mare. Gli direi di non guardarmi più, e di ammazzarmi. Per favore. Ma non riesco a parlare. Lui non si muove da lì, non toglie i suoi occhi dai miei. E non mi uccide. Finirà mai, tutto questo? C'è un silenzio orrendo, sulla zattera e tutt'intorno. Nessuno più si lamenta. I morti sono morti, i vivi aspettano e basta. Niente preghiere, niente grida, niente. Il mare danza, ma piano, sembra un commiato, a bassa voce. Non sento più fame nè sete nè dolore. E' solo tutto un'immensa stanchezza. Apro gli occhi. Quell'uomo è ancora lì. Li richiudo. Ammazzami, o lasciami morire in pace. Vattene. Gira gli occhi verso il mare. Io non sono più niente. Non è più mia la mia anima, non è più mia la mia vita, non rubarmi, con quegli occhi, la morte.
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